IL WUSHU

 

PRINCIPALI CARATTERISTICHE

 

Il Wushu (arti marziali) rappresenta una parte molto importante della millenaria cultura cinese. Con la sua storia che ripercorre un arco di circa 5000 anni, il wushu è l’insieme di tutte le forme di lotta a mani nude e con le armi tradizionali, giunte fino ai nostri giorni.

 

STILI ESTERNI E STILI INTERNI

 

Il wushu si divide principalmente in due grandi famiglie stilistiche che sono:

 

1) WAI JIA”, stili esterni o duri. A questa famiglia appartengono gli stili che derivano dalla tradizione del famoso monastero buddista di “SHAOLIN”. Caratteristiche di questi stili sono: la velocità, la potenza, prestanza atletica, tecniche spettacolari che molto spesso imitano i movimenti degli animali come la tigre, il leopardo, il serpente, la gru, la scimmia, l’aquila, la mantide religiosa etc…oppure creature mitologiche come il dragone, o ancora le gesta di personaggi leggendari della tradizione cinese.

A questa famiglia appartengono la maggior parte degli stili di wushu.

Tra di essi si annoverano: Lo “SHAOLIN QUAN” (boxe della giovane foresta), “CHA QUAN” (boxe della famiglia cha), ”PI GUA QUAN” (boxe del fendere e spaccare), ”HUA QUAN” (boxe fiorita), “HONG JIA QUAN” (boxe della famiglia Hong), ”WU ZU QUAN” (boxe dei cinque antenati), ”HU QUAN” (boxe della tigre), ”YONG CHUN QUAN” (boxe dell’eterna primavera), ”TANG LANG QUAN” (boxe della mantide religiosa), e molti altri ancora..

2) NEI JIA”, stili interni o morbidi. A questa famiglia appartengono quegli stili che si rifanno alla pura tradizione taoista, e cui riferimento viene indicato l’altrettanto famoso monastero del “WUDANG SHAN”.

I concetti del taoismo, come l’alternarsi continuo dello YIN e dello YANG, il concetto del “WU-WEI” (non agire) o (non agire-agendo), ben si integrano con le tecniche ed i movimenti di questi stili, che conservano una efficacia nascosta ma straordinaria. Questi movimenti possono essere molto lenti o veloci come il fulmine, esprimendo allo stesso tempo armonia e fluidità. Grande importanza e’ data all’energia interna “QI”, anziché alla forza fisica, che si manifesta portando al praticante benessere psico-fisico, e notevole efficacia nel combattimento reale.

Gli stili più famosi di questo gruppo sono: il “TAI JI QUAN” (boxe suprema), il  “BA GUA ZHANG” (palmo degli otto trigrammi), lo “XING YI QUAN” (boxe della mente).

 

Oggigiorno la pratica del wushu si distingue ancora in due grandi categorie:

 

1)    La sua espressione più classica e filosofica nel “CHUANTONGDE WUSHU” (Wushu tradizionale), dove gli stili hanno mantenuto intatta la loro pura essenza di arte marziale, con canoni e regole, tramandate da lunghe e numerose dinastie di famosi maestri.

2)    La sua evoluzione contemporanea sportiva nel “XIANDAIDE WUSHU” (wushu moderno), la cui pratica è indirizzata alle generazioni più giovani, all’agonismo etc..

Le specialità del Wushu moderno si suddividono in “CHANG QUAN” (boxe lunga del nord), ”NAN QUAN” (boxe del sud), armi corte, lunghe, dimostrative, stili codificati, d’imitazione etc…

Altre specialità della grande famiglia del wushu odierno sono: il “SANDA” (combattimento libero sportivo), “SHUAI JIAO” (lotta cinese), etc..

 

 

L’USO CORRETTO DEI TERMINI WUSHU E KUNG FU

 

Molto spesso ci si chiede quale sia il termine più corretto per indicare le arti marziali cinesi, Wushu o Kung Fu?

Innanzitutto va specificato che tra i due esiste solo una differenza sul piano del significato delle parole, ma che alla fine si riferiscono alla stessa cosa. Questa incomprensione ha generato non pochi dubbi e perplessità soprattutto tra i neofiti.

 

Il termine “WU-SHU” significa arte marziale, o meglio arti marziali, e sta ad indicare “tutte” le discipline o scuole da combattimento a mani nude o con armi tradizionali, senza differenze stilistiche, tecniche o di pratica tradizionale o contemporanea.

 

Il termine “KUNG FU”, o “GONG FU”, o “GUNG FU”, significa “ colui che pratica, duramente, tenacemente, con abilità”. Il termine è generico, e non indica espressamente un arte marziale, ma indica piuttosto il modo in cui si deve lavorare per ottenere abilità in quest’ultima cioè tramite l’impegno, il sacrificio, il duro lavoro.

Il termine Kung-fu è usato soprattutto nella parte meridionale della Cina. In seguito alla diaspora di molti maestri cinesi,e sull'onda dei ben noti "film" prodotti ad Hong Kong agli inizi degli anni ‘70, il termine è diventato popolare anche in Occidente. A volte il termine viene  usato anche per indicare discipline marziali non strettamente di origine cinese, contribuendo a creare ulteriore disorientamento. Usando i termini "ZHONG GUO WUSHU"(arti marziali cinesi)o meglio "ZHONG GUO WUSHU KUNG FU" (praticare le arti marziali cinesi) si fuga da ogni dubbio. 

 

Altri termini per indicare le art marziali cinesi sono: “GUO SHU” (arte nazionale), ”ZHONG GUO QUAN” (boxe cinese).